IN HOC SIGNO

JACOPO SCASSELLATI

a cura di Santino Carta, Vittorio Sgarbi
IN HOC SIGNO
Inaugurazione della Mostra
sabato 2 agosto 2014 ore 20.00
Castellabate (SA)
Belvedere San Costabile - Castello dell’Abate
 
2 - 31 Agosto 2014
Orari: 9:30 - 12:30 e 18:30 - 24:00

Ufficio Promozione Turistica e Culturale
Tel. 0974 960853

Guardando le sue ultime opere, è chiaro che egli, originalmente, con grande passione per la pittura, si ponedalla parte di quelli che ricercano la notte, il segreto, ilmistero, le sensazioni più recondite che si trovano dentro l’anima, come in una continua forma di psicoanalisi, facendo emergere la propria interiorità. Mi par di capireche egli, esattamente come ha fatto Klimt, con queste teste di cavalli, che richiamano i cavalli scaligeri e gli affreschidi Pisanello, si propone di rivisitare la grande tradizione pittorica, portandola a un linguaggio più attuale e personale, più legato alle luci e alle ombre della pittura di fine Ottocento e primo Novecento.

Vittorio Sgarbi

JACOPO SCASSELLATI

Jacopo Scassellati, umbro d’origine, nasce a Sassari nel 1989, e lì risiede tuttora. Fin da piccolo manifesta una forte predisposizione alla creatività. Nipote e figlio d’arte, segue le orme della famiglia, aggirandosi nei meandri delloro laboratorio di ceramica, dove manipola argilla e colori, apprendendo i segreti dei lustri ceramici e palesando la sua precoce abilità. Studia presso il Liceo ginnasio di Sassari “D. A. Azuni”, conseguendovi la maturità classica.Grazie a un progetto legato alla conservazione della lingua sarda, ha l’opportunità di conoscere lo scrittore Gavino Ledda; tra i due si instaura un rapporto di amicizia che li condurrà a produrre una nuova veste editorialeper il libro Padre padrone e altre opere letterarie di Gavino Ledda. Si diploma presso l’Accademia di Belle Arti di Sassari e, nel 2014, consegue la laurea magistrale in Pittura, presso l’Accademia delle Belle Arti di Perugia. Amaesprimersi con pennelli e colori, ma spesso torna agli esordi, modellando l’argilla in sculture che richiamano la tradizione sarda e i suoi studi classici. Per lui l’arte è un processo mentale che si attua attraverso la manipolazione e trasformazione della materia, ricercata, studiata, sperimentata con pazienza e piacere. Le sue mani, infatti, guidate dalla sua esperienza di artista artigiano, accompagnano ogni processo creativo, dalla scelta dei materiali e creazione dei pigmenti fino alla loro stesura nelle tele secondo l’idea, frutto di pulsioni, emozioni, ricordi, studi accademici e della continua ricerca del nuovo da sperimentare. Da qui le sue repentine metamorfosi artistiche, che ne fanno “un ragazzo di talento dal ritmo che non c’è più”, come ebbe a dire Vittorio Sgarbi. Ha realizzato su commissione due pale d’altare per la Cattedrale di Campli (TE), raffiguranti un’Annunciazione e una Deposizione.La sua prima personale, nel 2008, si intitola “Jacopo Giovin Pittore” e si tiene a Spello (PG), a cura di Paolo Nardon e con la presentazione di Vittorio Sgarbi. In quell’occasione, il critico d’arte mostra interesse e ammirato entusiasmo per l’estro di Scassellati, paragonandolo addirittura, per il suo rapido excursus artistico, ai grandi Maestri del passato, che hanno raggiunto l’apice in breve tempo. Nel 2010 ottiene il Premio d’arte contemporanea Arciere-Menzione Speciale a Spoleto (PG). Nel 2012 partecipa alla Biennale di Venezia- Padiglione Sardegna e alla Sesta Triennale d’Arte Sacra Contemporanea di Lecce; nel 2013 presenta la personale “Il Carro degli Dei” a Gualdo Tadino (PG) e quest’anno, ad Arcevia (AN), una personale di scultura curata da Stefano Papetti. Molte sue opere sono presenti in collezioni private e pubbliche.

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Pannello Mostra "In Hoc Signo"